Dani dona a Fondazione San Bortolo “Visualase”, il laser di precisione per la neurochirurgia

Il reparto di neurochirurgia del San Bortolo chiama e DANI risponde: il Cavaliere Giancarlo Dani ha raccolto prontamente l’appello del chirurgo Piacentini che chiedeva di dotarsi di una nuova apparecchiatura all’avanguardia capace di intervenire sul cervello. Si chiama Visualase il sistema di ablazione laser che consente di intervenire con precisione millimetrica e poco invasiva, in special modo nelle zone non raggiungibili con gli approcci chirurgici tradizionali, dando così una nuova speranza a pazienti affetti da forme rare di epilessia, ma anche di tumore al cervello altrimenti inoperabili.

La raccolta dei fondi era stata avviata un anno fa, in pieno lockdown, il gruppo DANI ha acquistato il nuovo device sostenendo tutti i costi con una donazione da 160mila euro. Una tecnologia all’avanguardia, con un’efficacia e un’affidabilità già ben documentati. Utilizzata per la prima volta nel 2008, negli Stati Uniti è già stata usata per 5.200 trattamenti in circa 150 ospedali, mentre la casistica in Europea – dove è stata introdotta solo nel 2018 – è più limitata ma comunque significativa: 150 interventi in 25 centri.

“Dal 1950 il nostro gruppo si riconosce e distingue nel mondo per il suo modo di essere, pensare e lavorare e per aver tracciato la strada della sostenibilità con il fine di dare un contributo concreto per rendere il nostro un mondo migliore” racconta Giancarlo Dani, Presidente. “La filosofia che guida le nostre scelte – e non solo quelle imprenditoriali – è uno sguardo sempre rivolto al futuro, oltre la linea dell’orizzonte. E questa lungimiranza attiene sia alla crescita della nostra azienda, realizzando prodotti di eccellenza, riconosciuti come esempio di Made in Italy e sostenibilità nel mondo e dando lavoro ad un numero sempre più alto di dipendenti, e dall’altra al restituire all’ambiente, alla società e al territorio in cui operiamo ricchezza e aiuti. Ecco perché ho scelto di sostenere in toto l’acquisto del macchinario: salvare vite umane, quando è possibile farlo, è un dovere di noi tutti e sono orgoglioso del dono che DANI ha fatto alla città e alla regione”.

È questo lo spirito con cui è nata l’adesione al progetto per la fondazione San Bortolo. Il contributo di DANI si è materialmente tradotto nell’acquisto di un macchinario all’avanguardia, per dare sostegno a chi vive una malattia, per dare speranza a pazienti e famiglie. Intesa ha poi abbinato alla donazione la sua piattaforma per raccogliere future donazioni con Fondazione San Bortolo, per sostenere il reparto con l’acquisto dei cosiddetti consumabili, le costose sonde monouso.

“Speranza” continua Dani “significa aiutare chi soffre ad andare oltre la malattia, oltre la sofferenza, oltre l’incognita del futuro. In un percorso di cura, in particolare quando si è costretti ad affrontare la diagnosi e il trattamento di un tumore cerebrale o dell’epilessia, sapere di poter contare su un reparto d’eccellenza con macchinari e strumenti poco invasivi ma altrettanto efficaci, fa la differenza.”

Il sistema si compone di un laser, emesso da una fibra inserita all’interno di un catetere con un diametro di appena 2,5 millimetri. Grazie alle sue dimensioni estremamente ridotte, il catetere – con il laser al suo interno – può essere posizionato in esatta corrispondenza del punto del cervello da trattare. Tramite il laser, vengono “bruciati” con estrema precisione i tessuti cerebrali che presentano le lesioni, il tutto sotto un sofisticato sistema di guida mediante le immagini acquisite con la risonanza magnetica. Uno specifico software consente infatti di visualizzare ed elaborare, a partire dai dati della RM, il volume dell’area lesionata e la temperatura raggiunta, monitorando così in tempo reale l’avanzare della procedura, con estrema sicurezza per il paziente.

Per quanto riguarda in modo specifico il trattamento dell’epilessia, considerando che in tutta Italia sono state solo 5 le procedure effettuate fino ad oggi mediante ablazione laser, di cui una condotta dall’equipe del dott. Volpin all’ospedale di Arzignano nei mesi scorsi con un’apparecchiatura a noleggio, si capisce come con questa nuova dotazione prima in Italia la Neurochirurgia del San Bortolo si candidi a diventare un centro di riferimento nazionale nel trattamento dei casi più complessi di epilessia, inoperabili con le metodiche tradizionali.

«Ancora una volta la comunità vicentina si conferma straordinariamente generosa – sottolinea la dott.ssa Maria Giuseppina Bonavina – ma anche abile a fare rete, creando sinergie tra le forze del territorio per raggiungere un obiettivo comune. Questa nuova dotazione valorizzerà ulteriormente le competenze altamente specialistiche dalla Neurochirurgia di Vicenza, ma è stata possibile grazie alla capacità di mobilitazione della Fondazione San Bortolo, in questo progetto coadiuvata da Intesa Sanpaolo che ha messo a disposizione la propria infrastruttura per la raccolta di donazioni da parte dei cittadini».

Per sostenere con una donazione il progetto, è attiva sul sito web di For Funding la pagina dedicata:

https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetti?searchParams=san%20bortolo

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