Dani Academy e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti: i progetti finalisti di Zero Impact

I giovani talenti dell’Accademia ridanno nuova vita a scarti di lavorazione della conceria vicentina, per un mondo della moda sempre più green e zero waste

Ha preso avvio con NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, il progetto Dani Academy, la nuova officina delle idee con cui la storica conceria di Arzignano Dani spa vuole costruire un percorso di ricerca sul design sulla pelle ancorato alla sostenibilità di Zero Impact.

A Milano la prima tappa, che ha portato i giovani talenti dell’Accademia, selezionata dal QS World University Rankings® by Subject 2021 come la migliore Accademia di Belle Arti italiana e tra le prime 100 istituzioni al mondo in ambito Art&Design, a confrontarsi sull’innovazione sostenibile delle pelli, uno dei settori più apprezzati dell’intero Made in Italy.

Con la supervisione di Claudio Larcher, NABA Design Area Leader, delle docenti Natascia Fenoglio e Martina Grasselli, e di Manal Abu Monassar, NABA Academic Assistant, gli studenti delle Aree Design e Fashion Design sono stati coinvolti in due workshop: il primo dedicato a creare una collezione Zero Impact e il secondo a dar vita a prodotti scaturiti dal recycling creativo che recupera e trasforma gli scarti di lavorazione attraverso cui l’azienda ha desiderato dar visibilità alla propria strategia di business sostenibile, che preserva l’ambiente, migliora la qualità della vita, ottimizza i consumi e riduce gli sprechi, in ottica di un’economia circolare.

Sono otto i lavori selezionati da una giuria composta dalle docenti di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti che hanno guidato gli studenti nel corso del progetto e dal board di Dani e che saranno in mostra durante Lineapelle, dal 22 al 24 settembre, nello showroom di UNIC in Via Brisa, 3 a Milano.

Francesca Ponti ed Elena Serafini, studentesse del Triennio in Fashion Design di NABA, hanno improntato la loro ricerca sulle sovrapposizioni di materiali capaci di disegnare forme tra il vuoto e il pieno; Giulia Ciolas e Maria Llinares, del Biennio Specialistico in Fashion and Textile Design, hanno lavorato sulla durabilità nel tempo che la pelle assicura, proponendo oggetti intercambiabili, per non annoiare mai; Vanessa Feroldi e Valentina Barbaro, studentesse del Triennio in Fashion Design si sono concentrate sulla resilienza, con la tecnica antica del kintsugi a ricucire insieme strappi preziosi; Aurora Possenti e Aldo Mucciarone, studenti del Triennio in Design di NABA, sull’incontro/scontro energizzante della dimensione naturale della pelle; Carrie Hack, del Biennio Specialistico in Product and Service Design, sull’essenzialità di un pezzo unico, capace di diventare borsa e contenitore senza scarto; Ottavia Ferraris e Giulia Colombo, studentesse del Triennio in Design, hanno posto al centro il DNA della pelle, come luogo della memoria da ricucire; Pietro De Longhi e Michele Rizzoli, del Triennio in Design, hanno spostato il focus sull’usabilità di shopper che prendono forme diverse in modo fluido in base alle destinazioni d’uso in ottica zero waste e infine Silvia Prandini e Manuel Venditto, studenti del Triennio in Fashion Design, si sono concentrati sull’attrazione degli opposti e dei gemelli destinati a trasformarsi in oggetti di design impreziositi dalla loro imperfezione.

Zero Impact, frutto di un R&D decennale, è una piattaforma tecnologica che permette di realizzare collezioni esenti da metalli pesanti, a bassissimo impatto ambientale, con un minor consumo d’acqua, minor impiego di prodotti chimici, carico inquinante ed emissioni di CO2 ridotte al minimo e compensate attraverso piani di compensazione delle emissioni certificati da UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change).

“È anche grazie ad imprenditori “illuminati” come il cav. Lav. Giancarlo Dani e al suo progetto Dani Academy che le nuove generazioni possono approfondire la conoscenza del settore conciario italiano, per il quale i temi della sostenibilità e circolarità sono pilastri fondamentali, che l’hanno portato ad assumere una leadership incontrastata a livello mondiale. La gran parte della competitività futura delle nostre aziende si giocherà nel perseguire con determinazione lo sviluppo di prodotti sempre più ambientalmente sostenibili ed il Gruppo Dani è un esempio virtuoso di come ciò sia possibile”, commenta Fulvia Bacchi, Direttore Generale di UNIC e Ceo di Lineapelle.

“La Ricerca & Sviluppo è una costola fondamentale del nostro lavoro da sempre” aggiunge Giancarlo Dani, che guida la multinazionale vicentina con sedi e clienti in tutto il mondo. “I risultati di questa sperimentazione hands on destinata alla second life degli scarti di lavorazione sono creativi e illuminati: i giovani studenti hanno colto appieno le potenzialità offerte dal contest progettando collezioni che sono convinto possano avere buone potenzialità nel mercato. La nostra Academy vuole anche essere un ponte in grado di avvicinare, in modo diretto e concreto, la scuola al mondo del lavoro e Dani al prodotto finito, con sempre maggiore attenzione al riciclo e al recupero di scarti. La nostra vocazione a seguire da vicino ogni step della filiera di lavorazione è sempre più forte e sentita”.


Guido Tattoni, Direttore NABA, commenta: “In un contesto come quello attuale in continua evoluzione l’approccio del learning by doing che portiamo avanti nella formazione in NABA, si rende ancor più fondamentale. A nome dell’Accademia tutta ringrazio Dani per questa collaborazione, un progetto che abbiamo sposato con entusiasmo sin dai suoi albori e dal quale abbiamo visto fiorire moltissime idee e progetti di valore”.

“Poter collaborare con un’azienda è per lo studente di NABA una sfida importante e sempre molto stimolante. Permette di avvicinare il mondo accademico a quello lavorativo che spesso rimangono degli ambiti attigui, ma separati.” afferma Claudio Larcher, NABA Design Area Leader “Il progetto con Dani è stata l’occasione di conoscere il mondo della pelle e il suo comparto produttivo, apprezzare l’approccio sostenibile alla produzione e introdurre innovativi approcci progettuali. Il tutto è poi stato coronato dalla possibilità per gli studenti di veder realizzato il proprio progetto con un prototipo e poter esporre il proprio lavoro su un palcoscenico importante come la Final Exhibition presso lo Showroom di UNIC.”

Colomba Leddi, NABA Fashion Design Area Leader, aggiunge “Siamo molto felici di aver preso parte a questo nuovo progetto in cui gli studenti hanno avuto la possibilità di mettersi alla prova con tempi e stimoli concreti, lavorando per un’azienda che fa della responsabilità socio-ambientale un presupposto essenziale delle proprie azioni imprenditoriali. Un tema importante su cui i nostri studenti si sono più volte interrogati e che hanno interpretato dando spazio alla loro sensibilità più creativa”.

A cavallo tra fine settembre e ottobre, il progetto crescerà approdando dapprima a Venezia con l’Università IUAV per poi debuttare all’estero all’Institut Français de la Mode di Parigi. A quel punto il testimone passerà ad altri istituti tra Italia ed estero impegnati anche in altri settori come Automotive e Interior Design.

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